sabato, luglio 15, 2006

No dei collettivi studenteschi al coprifuoco imposto ai pub

Da "il Tirreno"

«Non sarà il coprifuoco imposto ai locali a risolvere una situazione che seppur portatrice di alcuni disagi è molto meno allarmante di come viene descritta - si legge in un comunicato - la città in cui viviamo ha una composizione sociale molto particolare con una larga presenza giovanile e fuori-sede. Questa caratteristica può però essere vista come un’opportunità, e non come una problematica. Il punto da cui partire è quello di costruire una idea di cittadinanza più larga che sappia far convivere le diverse necessità. Ora è chiaro che le politiche del Comune sui fuori-sede studenti e non (affitti, ghettizzazione, assenza di spazi aggregativi, bassa offerta culturale) e sui cittadini “autoctoni” (parcheggi, abbandono delle periferie, politiche edilizie insufficienti, diminuzione dei servizi, raccolta spazzatura, scarsa assistenza agli anziani, ztl) non fanno altro che alimentare il disagio di chiunque lavori, studi o viva nella città». Lo sporco nelle strade, sostengono i collettivi, si può pulire e dall’altra parte si può lavorare affinché ce ne sia sempre meno ripristinando i contenitori lungo le strade o aprendo qualche bagno pubblico. «Fa parte - prosegue la lettera - dei “costi” di una popolazione che vive in modo sano e tollerante la sua voglia di socialità. Una città pulita, vuota, presidiata da polizia e carabinieri a ogni angolo con le transenne per i motorini alle piazze (vedi piazza Dante) che diventano barriere pedonali con vigili urbani a presidio, non la vogliamo e non appartiene alla tradizione di Pisa. La presenza di persone e cittadini integrati che circolano anche la notte è la miglior forma di autocontrollo e garanzia contro ogni degrado e vandalismo».

1 commento:

Anonimo ha detto...

Concordo, approvo e sottoscrivo.
Ma tanto per il Fontanelli va tutto bene no? Quindi quello che ne pensa il resto del mondo vale più o meno...zero.