mercoledì, luglio 19, 2006

Università e Carcere

Si è chiuso ieri il ciclo di seminari al carcere Don Bosco dal titolo “Cittadino, individuo, persona. Antiche e nuove discriminazioni”. L’iniziativa fortemente voluta dal professor Iacono preside della facoltà di lettere e filosofia, rientra nelle attività del Polo Universitario Penitenziario, nato tre anni fa da un accordo tra Amministrazione Penitenziaria, Università di Pisa e Regione Toscana. Il percorso portato avanti dai circa 15 studenti-carcerati, è cominciato a febbraio e tramite una serie di incontri con i professori svoltisi nei locali del Polo, è giunto ieri alla sua giornata conclusiva. Giornata che non ha però avuto un taglio puramente accademico, ma che ha lasciato spazio all’espressione musicale. Grande ospite dell’incontro era infatti Giulio Casale, noto cantautore, attore e scrittore del saggio critico “Se ci fosse un uomo. Gli anni affollati del Signor Gaber”. Armato di voce e chitarra, Casale ha intonato alcuni brani tratti dal suo ultimo album “In fondo al blu” e, in perfetto stile Gaberiano, ha intervallato i suoi pezzi con brevi e gradevoli riflessioni. “Ho accettato di partecipare a questo incontro” spiega Casale “perché percepisco un forte sentimento di condivisione con queste persone e so che le mie canzoni sono molto sentite da loro. I miei testi sembrano scritti da un luogo asfittico e parlano delle nostre false libertà e falsi bisogni: comprendo le sofferenze di chi non trova un posto in questa società”. Le riflessioni del cantautore hanno ruotato intorno al tema “Illusi d’esistenza” e sono state stimolate dalle molte domande dei presenti, tra cui, oltre agli studenti e ad alcuni professori, anche il direttore del carcere Vittorio Cerri ed il rettore dell’Università di Pisa Marco Pasquali.
Parole e accordi a conclusione di un percorso variegato che ha visto uno studio intrapreso da molte prospettive diverse. Durante questo semestre infatti l’argomento “Cittadino, individuo, persona”, è stato sviscerato ed approfondito da molti punti di vista: quello storico con i professori Cesare Letta e Cristina Cassina, quello filosofico con Giuliano Campioni e Adriano Fabris, quello antropologico con Fabio Dei e Alfonso Iacono, quello teologico con Roberto Filippini, quello sociologico con Mario Toscano e Andrea Borghini, quello criminologico con Mauro Stampacchia e Michele Ruggiero, quello economico con Tiziano Raffaelli, quello letterario con Francesco Orlando, quello Cinematografico con Lorenzo Cuccu e quello Urbanistico con Piero Pienotti. Il successo dell’iniziativa è stato totale. “Se da una parte la risposta degli studenti è stata positiva e di partecipazione” dichiara il professor Cesare Letta, coordinatore dei seminari “dall’altra i professori hanno risposto con altrettanto entusiasmo e partecipazione”. Addirittura le lezioni sforavano gli orari prestabiliti a causa delle molte domande rivolte ai professori “Visto il successo dell’iniziativa” continua Letta “lancio una richiesta esplicita al direttore: perché non studiamo come organizzare un collegamento internet per gli studenti dentro al carcere? Sarebbe un formidabile strumento per l’insegnamento a distanza”. Al coro dei soddisfatti si unisce anche Marco pasquali: “Ho avuto diverse occasioni” ha dichiarato il rettore “di partecipare alle attività del Polo Universitario Penitenziario ed ho sempre notato grande interesse e grande partecipazione. L’impegno dell’Università non si deve limitare al rilascio “formale” di un riconoscimento, ma deve andare oltre fornendo spunti che stimolino la riflessione”.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Innanzitutto grazie per aver linkato il Giovani Giornalisti dal vostro blog.
"Approfittiamo" dei commenti per invitarvi all'iniziativa :-)
Testimonianze, tra "maxi-esodi" e "vacanzieri"

Giovani Giornalisti
http://giovanigiornalisti.blogspot.com